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Un team di successo non nasce con la job description ma punta alle persone

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Un team di successo non nasce con la job description ma punta alle persone

Il lavoro in team divide i compiti e moltiplica i successi.

Certo, chi può negarlo?
Ma è anche vero che “chi fa da sé fa per tre” e che spesso lavorare insieme è difficile!

E allora cosa possiamo fare?

Occorre costruire un buon team e gestirlo correttamente. Mentre attendiamo che qualcuno ci sveli la ricetta magica per farlo, ecco qualche riflessione.

Prima di cominciare: hai chiara la tua vision e mission? Sapresti spiegarla a un perfetto estraneo in un pitch di 3 minuti? Bene! Allora sai esattamente chi e cosa ti serve. Hai pronte le job description? Perfetto.

Passiamo al punto uno: straccia le job e vai a conoscere i candidati.

No, non sto scherzando.
Se la tua visione è chiara non potrai convocare persone che non abbiano le competenze adeguate ma le competenze non bastano perché non sono garanzia di successo.

Un team vincente non è la somma di skill ma è la magica interazione tra persone che hanno deciso di remare nella stessa direzione.

Superare insieme gli ostacoli per arrivare al traguardo.

Quando il team funziona non si disperdono energie in sabotaggi e litigi.
Devi selezionare le persone con l’attitudine ed i valori giusti, non pensare solo alle competenze.
Un collega americano durante il primo screening di curricula legge solo la cover letter.
Sai perché?
Perché se un candidato non gli sa spiegare in due paragrafi perché vuole lavorare per lui (o non ha neppure pensato di farlo), allora non ha il giusto approccio.
In effetti se cerchi solo persone autonome, motivate e capaci di gestire problemi e imprevisti… è corretto!

Un’altra abitudine tutta anglosassone è quella di far incontrare i candidati finali a tutti i futuri collaboratori e sentire il parere di ciascuno.
Sicuramente una prassi onerosa ma anche un indice di cooperazione che favorisce l’inserimento, la condivisione e la responsabilizzazione.
In altre parole: siamo da subito in “modalità team”!

Qualsiasi sia l’iter di selezione che hai scelto, incontra le persone e dedica loro del tempo.
Osservale, fai domande aperte e soprattutto ascoltale con curiosità.
Non serve essere maghi di PNL o esperti del linguaggio non verbale.
Incontra i candidati e chiedi loro perché vorrebbero lavorare con te, cosa si aspettano, cosa li rende felici, cosa li fa arrabbiare, che progetti hanno, cosa li motiva e che tipo di persona proprio non sopportano.
E ancora: fatti raccontare come hanno affrontato un imprevisto, come hanno gestito una situazione emotivamente difficile, come hanno reagito quando hanno commesso un grave errore.
Non aspettare di scoprire questi aspetti del carattere quando avrete un problema sul lavoro, perché a quel punto sarà troppo tardi!

Tutti noi ci alziamo la mattina e andiamo a lavorare per guadagnarci lo stipendio, certo, ma per voler far parte di un team è altrettanto importante sentire che condividiamo i nostri sforzi con persone di valore e che stimiamo. Quindi: crea un team di valore!

Ma passiamo oltre: hai finalmente scelto candidati con competenze e valori adeguati. Bene.
Pensi di avere finito? Proprio no, ora comincia il bello.

E’ arrivato il momento di usare i tuoi superpoteri e trasformarti da Clark Kent in Superman, anzi: da curioso intervistatore a leader positivo e trascinatore.
Se toglierti gli occhialini ed entrare in una cabina telefonica non ti basta ecco un trucco che secondo me funziona.
Torna con la memoria a quando hai capito che da solo non ce la potevi fare, che avevi bisogno di una squadra.

Torna al momento in cui hai scelto i tuoi collaboratori vedendo in loro risorse e non costi.
Perché hai scelto proprio loro? Ti consiglio di segnartelo su un post-it 
o sullo stato di Whatsapp.
Quando arriveranno i momenti difficili e ti chiederai chi te l’ha fatto fare riprendi il tuo appunto e rileggilo.
Non permettere che il circolo vizioso della cattiva comunicazione inquini l’umore del tuo team.
Ricorda che il motivatore sei tu, nella buona e nella cattiva sorte.

Ora pensa solamente a guidare i tuoi collaboratori con positività.
Concentrati sulla tua comunicazione ricordando che “comunicare” significa “mettere in comune” e  non semplicemente “elencare le cose da fare”.

Struttura la comunicazione interna esattamente come faresti per quella esterna: usa un calendario di attività.
Sicuramente sai come mantenere alta la motivazione dei tuoi clienti: perché non  fare lo stesso con i tuoi collaboratori?
Ti assicuro che funziona!

Infine, anche la formula magica per costruire un clima di fiducia e collaborazione non è stata ancora brevettata.
Una cosa però è certa: il team è fatto di persone e le persone sono legate fra loro da relazioni.
Cura le relazioni e concentrati sul lavoro invece che su lamentele e litigi!

Quando sarai tentato di annullare quella chiacchierata con Mario per fargli i complimenti o con Anna per condividere il tuo nuovo progetto ricorda che i migliori se ne vanno. Anche dalle aziende che pagano bene se non hanno altre motivazioni. Lo abbiamo già detto qui, ricordi?

Tutti noi abbiamo bisogno di capire il senso di ciò che facciamo, di esserne orgogliosi e di sentirci utili ed apprezzati.

Per dirla con Richard Branson: “Train people well enough so they can leave, treat them well enough so they don’t want”.

Ti lascio una todo list che può sempre esserti utile:

  • stabilisci gli obiettivi, le regole e i ruoli
  • riconosci il valore di ciascuno
  • dai e chiedi feedback, ma soprattutto ascoltali quando li ricevi
  • celebra i successi, anche quelli piccoli e non serve una cena ma un semplice cappuccio e brioches
  • calendarizza qualche minuto esclusivo con ogni collaboratore
  • condividi le informazioni, perché non c’è niente di più triste di lavorare senza capire dove si sta andando.

Dulcis in fundo una chicca di Arsene Wenger.
Alla domanda: qual è il suo segreto per mantenere alto il morale dell’Arsenal risponde: “A football team is like a beautiful woman, when you do not tell her, she forgets she is beautiful“.

E il tuo team è una bella donna, quindi diglielo 😉 !

be relevant Deborah Ghisolfi

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Emanuela Spernazzati
Formatrice/Consulente area Risorse Umane e Comunicazione




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3 comments

  1. liliana

    Non so quanto sarò in grado di applicare, ma è stato un piacere leggere la vostra mail e qualcosa mi porterò via. Grazie

    1. Emanuela Spernazzati

      Grazie Liliana!
      Se da un articolo ti porti via qualcosa vuol dire che abbiamo centrato il primo obiettivo: interessarti.
      Sappiamo che per impostare una strategia di recruiting o di retention servono tempo e impegno, ma averne voglia è il primo grande passo.
      Ti ringrazio di averle condiviso con noi il tuo pensiero.
      Emanuela

    2. Deborah Ghisolfi

      Ciao Liliana, secondo noi invece sei davvero in gamba. Si vede che i tuoi collaboratori ti stimano e apprezzano il tuo modo di coinvolgerli.
      Sei già un passo avanti a tutti.

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